
Dicono che c'è un tempo per seminare
e uno più lungo per aspettare
io dico che c'era un tempo sognato
che bisognava sognare.
Io dico che c'è un tempo per ascoltare. Ascoltare Musica.
E ieri sera l'ho fatto. Sono stato al Parco della Musica a vedere il concerto di Ivano Fossati.
Ad ascoltare più che a vedere.
Abituato a show di ben altro impatto visivo (ero al flaminio a vedere lo Zooropa tour degli U2, non so se mi spiego...) mi sono trovato davanti ad una scenografia scarna, essenziale. Resa interessante da 3 opere di Dario Ballantini e dallo scenario della Cavea dell'Auditorium. Finalmente un posto degno di un concerto di questo calibro.
Ma quando inizia il concerto mi rendo immediatamente conto che sono ad assistere ad uno spettacolo che dimenticherò difficilmente.
Ho ascoltato pezzi come Cara democrazia, Ho sognato una strada e La bottega di filosofia, meravigliose perle d'amore come Il bacio sulla bocca, L'amore fa e Denny, brani immortali come La canzone popolare, La musica che gira intorno, Panama, Certi posti davanti al mare, Smisurata preghiera, una versione di Treni a vapore restituita all'autore e dedicata a Fiorella Mannoia (in platea), Pane e coraggio e L'arcangelo dedicate entrambe al lavoro di Amnesty International.
E poi un finale da brivido. Dopo minuti di applausi ininterrotti, Fossati sale nuovamente sul palco per cantare C'è tempo, canzone questa alla quale sono particolarmente legato, ed un brano che non conoscevo: Il disertore. Cantato senza accompagnamento musicale, a cappella. Emozione indescrivibile. Leggetela ed ascoltatela io parole per commentare non ne ho, ma ho ancora i brividi.
In piena facoltà,
Egregio Presidente,
le scrivo la presente,
che spero leggerà.
La cartolina qui
mi dice terra terra
di andare a far la guerra
quest'altro lunedì.
Ma io non sono qui,
Egregio Presidente,
per ammazzar la gente
più o meno come me.
Io non ce l'ho con Lei,
sia detto per inciso,
ma sento che ho deciso
e che diserterò.
Ho avuto solo guai
da quando sono nato
e i figli che ho allevato
han pianto insieme a me.
Mia mamma e mio papà
ormai son sotto terra
e a loro della guerra
non gliene fregherà.
Quand'ero in prigionia
qualcuno m'ha rubato
mia moglie e il mio passato,
la mia migliore età.
Domani mi alzerò
e chiuderò la porta
sulla stagione morta
e mi incamminerò.
Vivrò di carità
sulle strade di Spagna,
di Francia e di Bretagna
e a tutti griderò
di non partire piú
e di non obbedire
per andare a morire
per non importa chi.
Per cui se servirà
del sangue ad ogni costo,
andate a dare il vostro,
se vi divertirà.
E dica pure ai suoi,
se vengono a cercarmi,
che possono spararmi,
io armi non ne ho.









1 commenti:
mmm... sarò un pò iodetecnologizzato che ci ho nella testa un maledetto muro, ma ci ho provato a vedere il divx di fossati e non sono andato oltre la homepage di altervista...
gran concerto però, azz !
:)
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