martedì 30 gennaio 2007

La porta dell'inferno


La tromba delle scale dell'Ufficio del Giudice di Pace di Roma.

"Io personalmente piuttosto di avere a che fare con la giustizia preferisco essere truffato, imbrogliato, insultato e al limite anche un po' sodomizzato. Che magari mi piace anche."

Giorgio Gaber

Ho avuto il mio incontro con la giustizia italiana.
Dopo più di 18 mesi dall'incidente nel quale ho distrutto la mia cara vecchia Clio, penso di essere finalmente alla svolta. Udienza dal giudice di pace.
"Vieni anche tu domani, ché ti interrogano".
E' la voce del mio avvocato... e stranamente sento già una fitta allo stomaco. Sarà quel verbo... interrogare: non fa per me... reminiscenze del liceo.
Vado. Inizio a salire le scale... mi ricorda il disegno che illustrava i gironi dell'inferno dantesco, solo che invece di scendere salgo. Ancora il liceo... sento che farò scena muta!

Arriva il giudice e, dopo un'ora scarsa d'attesa, vista la spontanea presenza delle parti, ha ritenuto opportuno un breve rinvio (4 mesi) per convocare formalmente le parti.
Lo sapevo, scena muta. Ma almeno questa volta non dipende da me!
Piccolo rinvio dunque: solo 4 mesi.

Scendo le scale e mi sovviene Dante:

Per me si va nella città dolente,
per me si va nel etterno dolore ,
per me si va tra la perduta gente.

Giustizia mosse il mio alto fattore;
fecemi la divina potestate,
la somma sapienza e’l primo amore:

Dinanzi a me non fur cose create
Se non etterne , e io etterna duro.
Lasciate ogni speranza voi ch’entrate.
(Inferno, canto III)

Perché questi versi? Forse ancore ricordi del liceo... o forse la forma delle scale... o il via vai continuo di tante anime in pena.
No. Devo averle lette all'ingresso.

giovedì 18 gennaio 2007

Ho io il controllo



Ho smesso di fumare da tre giorni...
Ne parlavo con un collega, Franco, che si è congratulato soprattuto per il forte risparmio economico... il suo!

Scherzi a parte, è la prima volta smetto di fumare da fumatore.
So che suona strano, però, per uno come me, che ha iniziato a fumare a 28 anni suonati, l'abitudine fino a qualche tempo fa era non fumare.

Fino a qualche tempo fa... perchè in questi ultimi tempi mi sono reso conto di essere diventato un vero e proprio tossicodipendente. Non ero io a decidere di fumare, quel pacchetto di Marlboro Light me lo stava imponendo.

Così ho deciso di riprendere il controllo della situazione: un nuovo pacchetto di sigarette pieno che mi aspetta tutte le mattine in macchina.
Questa volta, però, sono io a decidere, non lui.

mercoledì 17 gennaio 2007

Un figlio?



E' mezzanotte e mezza e sono solo nella mia cameretta...

Beh proprio mia non sarebbe... diciamo che è in attesa di un erede...

Insomma, sono ospite in casa mia. Non mi va giù.

Mi viene voglia di dirgli: "Ehi! Questa è la mia stanza e ho faticato anni per averne una. Quindi, stronzetto, non credere che io sia disposto a lasciartela così facilmente. E poi ti sembra normale che il mutuo lo pago io e la stanza è tua?"

In ogni caso la discussione è ancora ipotetica.

Ma se penso che un giorno dovrò far sparire: il computer, la stampante, la cassettiera con caricabatterie ed alimentatori vari, la libreria con la mia collezione di film, tutti i bootleg degli U2, i CD degli U2, i DVD degli U2, gli LP degli U2, i miei album di figurine Panini, i numeri di Rolling Stone Magazine, Cineforum, Jack e tutte quelle stronzate che giornalmente introduco nella mia cameretta... se ci penso bene, dicevo, mi sa che non metterai mai piede qui dentro.

Quindi, mio futuro figlio, o trattiamo... oppure niente giro di giostra per te.

sabato 13 gennaio 2007

L'arte del sogno



Ho avuto la fortuna di poter vedere in anteprima il nuovo film di Michel Gondry (il regista di Eternal sunshine of the spotless mind uscito in Italia con il "felice" titolo di Se mi lasci ti cancello). Protagonista è il messicano Gael Garcia Bernal detto Gnappo (era presente in sala... seduto in prima fila non dava fastidio nemmeno alla bambina di due anni dietro di lui...) che interpresta Stephane, mezzo francese e mezzo messicano che torna in Francia dopo la morte del padre. Porterà con se tutto un mondo fatto di fantasia e di un'intensissima e coinvolgente attività onirica. Tanto da non distinguere più tra realtà e sogno.

Per certi versi ricorda proprio il film precedente di Gondry e, mia personalissima opinione, il Big Fish di Tim Burton. Una bella storia, divertente, fantastica.

Da vedere. Possibilmente in lingua originale.

lunedì 1 gennaio 2007

Buon 2007



Ascanio Celestini apre lo spettacolo Fabbrica parlando di quella lettera che il protagonista non ha mai scritto a sua madre... che tu cara madre mi dicesti: "perché m'hai scritto tutti i giorni una lettera, meno quella... quand'è che me la recuperi?"

Prendiamo spunto per il 2007, caro blog, e proviamo a recuperare tutti i post che non ti ho scritto...

Dal saluto a Eliana che sta dall'altra parte dell'oceano e ogni tanto passa a trovarmi su queste pagine...

Da ogni volta che ascolto "Like a Rolling Stone" di Dylan e che mi viene voglia di scriverne... ma come si fa a trovare le parole?

Da quella volta che mi era passato per la testa di raccontarti di quando, dodicenne, giocavo a tresette con Zio Francesco a Riccione. E perdevo sempre.

Dal derby vinto 3-0 ma passato ingiustamente sotto silenzio.

Dalla scoperta di Ascanio Celestini e del suo Scemo di guerra.

Da sms come quello di Adriano che mi dice "Ho visto il tuo blog. Tu non stai bene. Dobbiamo parlare."

Da tutti gli amci, vecchi e nuovi, che ogni tanto passano di qui.

Prendiamo spunto e scriviamo... scriviamo più spesso... io e te insieme.

Buon anno!