
Spesso si è parlato di Francesco Totti e dei suoi comportamenti in campo cercando di capire se un campione, o presunto tale, debba essere da esempio per generazioni di tifosi, o se sia lecito che, come tifoso, possa trascendere con i suoi atteggiamenti provocatori.
Insomma: campione/esempio o uomo/tifoso?
Prendiamo in analisi la prima ipotesi, ossia campione/esempio. Facile a dirsi: esempio non è mai stato, nonostante il suo entourage si prodighi nell'intento di farlo partecipare ad iniziative umanitarie e, soprattutto, nel farcelo sapere a reti unificate, e campione, nel senso stretto del termine, non è più dato che ormai, per vincere un derby, la sua squadra deve fare a meno di lui.
Non rimane che l'ipotesi tifoso/uomo. Questa sembrerebbe la più accreditata: in fondo come un tifoso qualunque (e si badi bene, non in tono offensivo) entra in campo e si fa beffe della parte avversa.
In fondo un comportamento simile è stato tenuto in passato da altri giocatori simbolo della Lazio: si pensi al dito di Chinaglia ed alle stravaganze di Di Canio.
Quindi uomo/tifoso? Non proprio, non al 100%.
Gli esempi riguardanti il centravanti della squadra di Maestrelli ed il figliol prodigo di ritorno da lungo peregrinare non fanno al nostro caso. Quest'ultimi infatti, dopo le loro "malefatte" che li spodestavano dal ruolo di campione esemplare per relegarli per sempre tra i tifosi, uomini ed in quanto tali non infallibili, MAI si sarebbero sognati di chiedere scusa in maniera così ipocrita.
Quindi uomo/tifoso al 50%?
Quasi: tifoso al 100% (innegabile), uomo nemmeno un po'.
Rimangono, per citare Sciascia, " i mezz'uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà...".
A voi la scelta.









1 commenti:
Che dispendio di parole e concetti per un fatto tanto semplice... Il tuo vorrebbe essere un teorema, una dimostrazione (campione o tifoso, 100%, 50%, boh? Ma che significa?), in realtà si percepisce come un chicchiericcio vagamente infastidito dal gesto tottiano che tenta invano di darsi un tono.
E' chiaro a tutti che Totti è un tifoso della Roma (e come potrebbe non esserlo uno cresciuto fra curva e giovanili?) e, come tale, non può ragionare da non tifoso, per quanti soldi possa guadagnare. Questo non significa non possa essere un campione in senso tecnico: di derby ne ha fatti vincere alla Roma, eccome... Magari non sarà un campione in senso etico, ma perché allora pretandere che debba essere un esempio per tutti? Non mi pare che Maradona sia indicato come modello di vita per i ragazzini delle giovanili, ma nessuno dubita che col pallone fra i piedi fosse un campione.
E, in conclusione, scusarsi non è un gesto ipocrita e peggiore dei ditini alzati dei furbetti, ma un'azione nobile che dovrebbe essere insegnata, questa sì, ai ragazzini delle giovanili.
Marco
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