
Alessandro Sabez
E' amico di Leonardo e questo lo mette ovviamente in cattiva luce nei confronti del gruppo. La nostalgia per il ventennio lo rende inoltre indigesto a tutto il corpo docente, ai suoi compagni, al pubblico dei match e ad alcuni miei amici che preferiscono rimanere nell'anonimato. Ma lui non si lascia scoraggiare ed al grido di "Boia chi molla e chi mi ama mi segua, anzi, mi si pari davanti!" coglie sempre l'occasione per farsi notare e far si che ci si ricordi di lui e del suo stile. Soprattutto dalle parti di Siena.
cagnettico
Roberta Di Cataldo
E' l'unica donna sempre presente del gruppo, soprattutto a cena da Mario. Qui da il meglio di se sopportando il meteorismo e la tendenza ad orinare in pubblico del maestro ed i presunti doppi sensi della coppia Jonathan/Alfredo. Fa passi da gigante grazie alla partecipazione a Secondamat 2011 (come d'altronde tutti quelli del suo anno che hanno partecipato al raduno) e ne dà sfoggio nell'ultima lezione e nel saggio. Potrebbe migliorare molto, soprattutto se si ricordasse più spesso di preparare dei simpatici manufatti a base di tabacco da consumare nel post-cena. Di lei si ricorda l'urlo, di lobelliana memoria, sul saluto finale di una lezione provocato dall'ilare Leonardo.
stakanovista
Alberto Parsi
Chi? Scherzi a parte Alberto si distingue spesso per essere il più anziano del gruppo. Famoso il suo personaggio tipo: un uomo alto con i capelli bianchi che arriva a stento al corso ed in grado di trovate memorabili. Una su tutte: la nutella dentro una Cappa & Spada. Chapeau! Rischia di saltare il saggio di fine anno a causa di un problema amministrativo e solo l'intervento di Giovanni Dallargine che richiama i sicari di Teatrate prima dell'irreparabile lo fa arrivare vivo alla fatidica serata.
assenteista
Michele Di Magno
Lo stacanovista del gruppo. Si da da fare tantissimo per cercare di ascoltare, memorizzare e metabolizzare ogni singola regola dettata dal Maestro. Purtroppo ha a che fare con più maestri e più regole e questo lo mete in difficoltà. Lavora molto sul personaggio cercando di passare il confine del gioco, lanciandosi là dove nessun improvvisatore è mai giunto e calandosi, anima e corpo, nei personaggi che va via via va proponendo. Senza mai "fare" il personaggio ma cercando sempre di "essere" il personaggio. Anche a costo di "essere" sempre se stesso.
stanislavskiano
Elisabetta Ciaprini
Viene da un mondo che nulla ha da spartire con l'improvvisazione teatrale e, soprattutto, lo fa passando sempre per la corsia interna del GRA. Nonostante questo si spende sempre in una parola di conforto per i compagni nella speranza che loro accettino la sua volontà di non partecipare al saggio e rifiutino all'idea di lapidarla per questo. Inutilmente. Da il meglio di sé (l'accento lo metto io) dopo una cospicua dose di alcol davanti ad una platea di compagni stanchi e desiderosi di raggiungere casa.
abbandonica
Emiliano Dané
Vive un'annata in salita. L'attesa messianica dell'arrivo di Fabrizio Lobello lo rende sempre più nervoso. Arriva a studiare anche riti voodoo per liberarsi dell'ingombrante presenza di Giovanni Dallargine che lo tiene lontano dall'agognata valvola di sfogo per la sua omosessualità latente. Confuso e infelice perde la nozione del tempo e dello spazio e non riesce nemmeno a stimare i tempi di rientro a casa della sua bella. Per il resto non tradisce le pur notevoli aspettative. E' sempre il primo quando si tratta di risparmiare qualcosa sul conto e non nega a nessuno dei suoi compagni, compreso se stesso, una bella risata ad una battuta, specie se in scena.
lobellico
Roberto Francioni
Si presenta ad inizio anno deciso e motivato ma subito si rompe i coglioni. Comincia quindi ad esercitare la sua creatività inventando le scuse più disparate per raccattare la compassione dei compagni da spendere ad ogni misera esibizione. In realtà il lavoro gli va benissimo, talmente bene che ha deciso di comprarsi una nuova macchina e di regalare quella vecchia ad un passante. Per lunghi tratti dà l'impressione di partecipare al corso solo perché gradisce la cucina di Mario. A fine maggio esce dal letargo e si rimette in carreggiata.
Poi l'abbandono della Buccolo, la partecipazione al raduno e la luna in acquario fanno il resto.
semideludente
Paolo Pupillo
Rispetto allo scorso anno è l'uomo (capito il doppio senso?) che è migliorato di più: ha ridotto il numero di domande ed ha smesso di fare battute a sfondo sessuale. Ha imparato anche ad accettare le critiche del maestro ed a legarsela al dito per solo due lustri: un passo avanti rispetto alle 4 generazioni dell'anno scorso. Anche lui, come gli altri, ha rischiato di abbandonare il corso e di non fare il saggio per dei momenti di scarsa motivazione. Fortunatamente l'introduzione di un nuovo gesto nella pallina gli ha donato nuova linfa.
allfuckico









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